mercoledì 4 giugno 2014

L'usurpatore Massimo di Spagna (409-411)


     



Artemide XL    A Collection of Roman Coins 

Lotto 2448 - Maximus di Spagna, Usurpatore (409-411). Siliqua ridotta, Barcino (Barcelona). D/ DN MAXIMVS PF AVG. Busto drappeggiato a destra con diadema di perle. R/ VICTOR-A AAYGGG. Roma seduta a sinistra su corazza che tiene Vittoria su globo e lancia; in esergo, SMBA. RIC X 1601. C. 1 (Fr. 300). AG. g. 1.14 mm. 14.00 RRR. Debolezza di conio, altrimenti BB/Bel BB

Base d’asta: € 2'000 
Prezzo realizzato: € 2'400


Massimo fu certamente il meno noto tra i ribelli al potere di Onorio, ma quello che forse ebbe sorte migliore. Egli era il domesticus di Geronzio, il ferreo e valente generale al servizio di Costantino III; quest’ultimo, ribellatosi al suo superiore, proclamò Massimo Augusto a Tarragona. Geronzio riuscì a mantenere il potere in Hispania per due anni, ma infine, nel 411 capitolò ad Arles: le sue truppe vennero disperse dall’esercito di Costanzo III, giunto a difendere l’assediato Costantino III. Geronzio fu costretto a togliersi la vita. Massimo, l’usurpatore, ottenne il perdono, e si ha notizia che nel 417 vivesse tra oscuri barbari in Hispania. Ma anche nei suoi confronti, infine, la fortuna non fu propizia, se è verosimile identificarlo con quel Massimo Tiranno che cercò di usurpare (una seconda volta?) il potere in Hispania intorno al 420 e che per questo venne giustiziato pubblicamente a Ravenna, nel 422, durante le celebrazioni dei tricennalia del regno di Onorio.

Le monete di Massimo degli anni 409-411 sono state talvolta attribuite a Petronio Massimo, ma è stato di recente pubblicato uno studio approfondito sul corpus degli esemplari conosciuti (Balaguer 1980). Fino ad anni recenti si pensava che la monetazione di Massimo si limitasse alle silique coniate dalla zecca di Barcino (Barcellona), con segno di zecca SMBA, ma nella seconda metà del XX secolo sono stati rinvenuti degli esemplari di AE4 a Tipasa, nel 1957 (Turcan 1961, 204-5), a Barcellona, nel 1959 (Calico 1960) e ancora più sorprendentemente un AE2 è venuto alla luce nel 1975 a Tarrasa (Nuix 1976). Da allora sono stati scoperti altri esemplari di entrambi i tipi (Cfr. Lafourie e Lafont 1979). 

[…] Gli AE2 presentano al rovescio la legenda VICTORIA AVCCC che accompagna l’iconografia dell’imperatore stante, che porge la mano ad una figura muliebre inginocchiata alla sua destra; la sigla della zecca è SMBA: sono registrati solo due esemplari. Gli AE4 al rovescio riportano la figura della Vittoria che avanza a sinistra con corona e fronda di palma […].

(P. Grierson e M. Mays, Late Roman Coins, 1992, p. 219. Traduzione a cura di Marta Santi)

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